Sono le imprese che osano ad avere successo

Se si vuole uscire da un contesto come quello attuale, se si vuole rialzare la testa e farlo in modo da spiccare rispetto ai competitors, in modo da eccellere, bisogna «osare e non avere paura». Sicuramente questo è il momento per fare quello che per molti imprenditori e manager è un incubo notturno: cambiare il modo di fare business. Non ci sono alternative tra l'emergere dal gruppo ed affermarsi sul mercato e l'affondare nell'anonimato lottando per la sopravvivenza della propria azienda.

Abbandonare le vie consolidate e gli schemi certi, ma non per questo ancora attuali, per affrontare un vero cambiamento mentale, strutturale e di performance, ecco quello che bisogna fare. Bastano solo "volontà" e desiderio di innovare, anche attraverso piccoli mutamenti, il proprio modo di confrontarsi con un mercato che corre veloce, chiede relazione, vuole conoscere le persone e soprattutto cerca lo straordinario.

Ma cosa significa essere straordinari? Come essere straordinari nel quotidiano?

A volte basta un sorriso in più, a volte lasciar correre il pensiero creativo, a volte pensare che non stiamo vendendo prodotti ma "sensazioni", a volte fare qualche cosa per gli altri, a volte non voler vendere a tutti i costi, a volte ascoltare prima di parlare, a volte chiarirsi con se stessi…

Ora più che mai la crescita e la sostenibilità di un’impresa dipendono dalla sua capacità di rinnovarsi  e di introdurre nuovi modelli relazionali, non si tratta solo di tecnologia o di innovazione ma di una nuova concezione del dialogo con il mercato, con i clienti e con i propri collaboratori. Per innovare le aziende devono andare contro le pratiche consuete e contro le convinzioni diffuse sui metodi di gestire il business perché, e questa è una verità, non si può scoprire il nuovo fossilizzandosi sui metodi consolidati per gestire le risorse e prendere le decisioni. L'ignoto non deve spaventare, la paura blocca ogni iniziativa e non da spazio alla creatività del pensiero. Un conto è una sana riflessione sugli aspetti negativi di un qualche cosa, un conto è la paura di affrontare qualsiasi cambiamento. Opportunamente, da una parte si sente parlare di innovazione, di sperimentazione, di nuovi modelli comunicativi e di nuovi modi per affrontare il business e dall'altra, dietro le parole, spesso non si muove proprio un bel nulla. Diversamente l'apertura al nuovo ed alla voglia di sperimentare idee, soluzioni e nuove proposte conduce le aziende ad essere leader e riconosciute come tali, spesso lo sperimentare porta le imprese verso nuovi business e partnership anche impensate. Mi piace ricordare come Romolo Stanco, architetto e designer (recentemente abbiamo tenuto insieme una conferenza a Piacenza) abbia realizzato una delle sue "sedute" più famose, la Dindon, non con un'azienda che fa sedie ma con un'azienda che produce barche…

Seth Godin ripete spesso quale sia l'importanza dell'essere straordinari e di come essere straordinari voglia semplicemente dire fare qualche cosa oltre l'ordinario…

Quando il nostro obiettivo è l’innovazione, è necessario introdurre un elemento di variazione rispetto a ciò che normalmente si pensa, si dice, si fa e si produce e questo è possibile attuando nuovi modelli di pensiero ed applicandoli nel prendere decisioni, decidere sul futuro e dirigersi verso il cambiamento. Forse è proprio questo il punto, abbandonare vecchi schemi preordinati, abbandonare soluzioni preconfezionate per trovare, oltre, le soluzioni.

Molte aziende sanno come fare e lo fanno bene e questo le rende forti sul mercato. Hanno affrontato cambiamenti interni, sia strutturali che formali,eliminando gli elementi di disturbo sia in termini di procedure che di risorse umane. Hanno lavorato sulla costruzione di team forti, sull'ambiente e sul clima aziendale, sulla relazione con il cliente interno. Hanno introdotto le metodologie del pensiero creativo e dato opportunamente spazio alla creatività ed alla voglia di sperimentare di ogni singola persona. Prima di dare vita ad un nuovo progetto si confrontano, ascoltano, percepiscono e usano metodicamente tutti i sensi a disposizione… ( Google, IBM, Virgin, Xerox, Procter & Gamble, ma conosco anche aziende italiane e PMI che lo stanno facendo...)

Una buona salute interna si rispecchia in una buona salute esterna, intendo dire che se la situazione dentro le aziende è ottimale ed il clima proattivo tutto ciò si indirizza positivamente verso il mercato, i clienti e l'ambiente esterno. Ma l'innovazione non può prescindere da un cambiamento anche verso il mercato e qui parliamo di marketing non convenzionale e di modelli di comunicazione innovativi basati sulla capacità di entrare in relazione con la mente del consumatore e di "creare" mercato. Di che cosa parliamo concretamente? Di "Sensorial Branding" e di tutte quelle tecniche del marketing non convenzionale che riescono a dialogare con i SENSI dell'uomo. Proprio pochi giorni fa, parlando con una cara amica di Bolzano, seduti davanti ad una caffè mentre eravamo intenti a dialogare sul marketing e sui sensi, proprio lei mi dice: " In novembre ero a Londra con mia mamma, volevo portarla da Abercrombie & Fitc, giunti in prossimità dell'indirizzo non riuscivo però a scorgerne l'insegna. Ad un tratto il mio naso (olfatto) ha riconosciuto immediatamente una fragranza trasportata dal vento, la mia mente mi ha riportato in una frazione di secondo ad una condizione di piacevole sensazione, un ricordo fortissimo, un'ancora perfetta, con chi? Ma con lui, il mio "Store". Mi sono fatta guidare dal profumo... e sono arrivata in un attimo a destinazione." Come non crederle, provate a visitare lo store di Milano per una sperimentazione live...

(Casi? Coca Cola, Abercrombie & Fitch, Samsung, McDonald's, Nike, in Italia potrei citare Thun, Intimissimi, Ikea...)

Ora qualcuno di voi, opportunamente, potrebbe obiettare che è facile farlo quando si è un grande Brand con alle spalle un gruppo solido e anni di storia. Direi, piuttosto, che in questo caso si è avvantaggiati, ma in realtà "osare ed essere straordinari" è per tutti, dalla piccola impresa al commerciante del negozio all'angolo. Non mi credete? Provate a soffermarvi, magari in quel negozio al crocevia, dove c'è sempre coda nonostante la crisi. Cercate di vedere oltre le apparenze e sicuramente scoprirete qualche cosa di semplicemente "straordinario".

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