Le imprese premiano il coaching

Il primo sondaggio a livello mondiale sui clienti del coaching ha evidenziato come questa attività di miglioramento sia ad alto rendimento sia per le persone che per le aziende, ecco in sunto i dati salienti:


1- Soddisfazione rispetto ai percorsi scelti

2- Un'esperienza che ripeterebbero

3- Certezza del ritorno dell'investimento (che nei dati aziendali è pari a 7 volte quello iniziale)


Anche se in Italia si sta affermando con risultati apprezzabili solo da 6 anni a questa parte, dato la notevole resistenza di molte delle nostre imprese a ciò che è ignoto, il coaching ha avuto il suo boom ufficiale circa 15 anni fa negli Stati Uniti. Il sondaggio, svolto nell'arco di più mesi ha coinvolto un campione di 2.165 clienti di 64 paesi ed è stata commissionato dall' ICF International Coach Federation (di cui siamo membri ndr). Business coaching e Leadership coaching si sono affermate come attività aziendali pianificate e strumenti ideali per rispondere alle esigenze di sviluppo, migliorare le performance, aumentare la leadership. Tra le motivazioni che spingono un manager a scegliere un coach la necessità di aumentare la propria autostima (40,9%), bilancio lavoro vita privata (35,7%), maggiori opportunità di carriera (27,6%), migliorare il proprio business management (25,1%). In Italia il dato più significante è relativo ai risultati lavorativi (41%). 


Il ritorno economico per le aziende è quasi 7 volte superiore al valore dell'investimento!



Nel nostro paese il coaching è visto, in alcuni casi, come uno strumento per perdenti e questo ne ha ostacolato la diffusione, in realtà il coaching è tutt'altro che uno strumento per perdenti. Sono i top manager i primi ad utilizzarlo e a riconoscerne il valore aggiunto, seguiti dai manager e dalle giovani leve. La strada del miglioramento, attraverso il coaching, da risultati tangibili e le persone apprezzano le modalità e le caratteristiche di questa disciplina che proprio in quanto tale, richiede impegno, lavoro, esercizio e determinazione. "Il coaching è orientato al fare, all'agire e quindi richiede un piano attuattivo ed un programma preciso ed è il coach che ti supporta in questa esperienza e nell'indirizzare le tue energie e risorse mentali".


La consapevolezza che uno degli elementi da sviluppare è l'autostima e che il sentirsi a proprio agio come leader è una condizione indispensabile per gestire relazioni in modo proficuo, spinge molti manager verso il coaching. "Dopo aver parlato con il tuo coach, torni a casa con una lista di compiti (domande) e naturalmente devi metterti in gioco" (un manager). "Abbiamo individuato carenze nella gestione dei propri ruoli, volevamo più partecipazione ai processi di crescita, quindi abbiamo lavorato sull'assunzione di responsabilità, affermazione della leadership e superamento delle conflittualità, utilizzando sia il personal coaching che il team coaching" (un resp.HR).


La scelta del coach avviene spesso per fiducia, quindi per conoscenza. Il primo scoglio da superare è infatti il mettersi in discussione e quando si mettono allo scoperto i nostri punti di debolezza vogliamo poterli condividere con una persona di cui ci fidiamo e ciò, anche se vero in parte, è più difficile con uno sconosciuto.


Il coaching non è un cambiamento ma una via al cambiamento e richiede la volontà di chi ci si avvicina a migliorare il proprio stile di vita, di manager e di business man. Quindi la prima cosa da fare è una profonda riflessione sulle proprie motivazioni e fino a che punto ci si voglia mettere in gioco; considerarlo un semplice esercizio richiesto magari dall'azienda è totalmente errato perché una volta iniziato il percorso, inevitabilmente, emergono i propri limiti... e probabilmente tutto ciò che per molto tempo è rimasto nascosto o lasciato in soffitta.

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