Fonti Awareness, cambiano le modalità 


Il consumatore, in un contesto come quello attuale, ha diverse possibilità di "incontrare" un prodotto e le fonti che generano contatti sono diverse ed in continua evoluzione. Indubbiamente campagne pubblicitarie, promozioni sul punto vendita e Internet sono solo alcuni dei "media" più utilizzati per il lancio e la diffusione di un nuovo prodotto ed è altrettanto scontato, anche se non proprio, che il saper utilizzare i canali oggi disponibili, comprendendone dinamiche ed evoluzione, rappresenta un punto chiave per il successo di un nuovo prodotto e di un'azienda.


Mentre tutti i media registrano nel periodo da gennaio ad oggi una netta flessione, la TV ad esempio ha un - 14,4% ed i quotidiani il 23,6%, vanno in controtendenza, come del resto negli ultimi anni, internet e l'Out of Home TV che crescono entrambi del 3,5%. Lo sviluppo della banda larga consentirà ulteriori opportunità per la realizzazione di servizi sempre più simili ai video.

Nonostante, Internet sia ancora un driver minore, in realtà offre un ritorno sull’investimento (ROI) più alto rispetto alle fonti tradizionali. I consumatori che conoscono un prodotto sul web hanno una probabilità di acquisto del 45% più alta rispetto ai consumatori totali, del 25% più alta rispetto alla stampa e del 75% più alta rispetto al totale TV.


Ma quale è il canale che indiscutibilmente può dirsi "driver" per eccellenza dell'awareness? La presenza in-store!

Questo canale sta mantenendo inalterato il suo appeal, il suo successo è però subordinato al fatto che la visibilità del prodotto negli store o sugli scaffali sia "evidente". Fondamentale quindi, lo studio del packaging, del facing e della comunicazione P.O.P. ; oggi visti come elementi dell'immagine coordinata e di un concept globale di elevata qualità sia sotto il profilo del design che dei materiali utilizzati.


Investire nel punto vendita per ottenere una posizione intuitiva ed induttiva per i consumatori è una delle chiavi per il successo di un prodotto e del suo brand.


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Chi è Lauren Luke?

Una giovane ventenne, come tante altre ma con una passione irrefrenabile: il make up. Il suo desiderio di far vedere agli altri come ci si trucca, pur non avendo una preparazione scolastica in materia, la porta su YouTube, dove realizza la sua scuola virtuale. Registra con una web cam lezioni digitali e le mette in rete senza tagli o montaggi, così come vengono, al "naturale" errori compresi (e forse questa è la forza comunicativa stravolgente) e scoppia il caso: i suoi video sono stati visti più di 34 milioni di volte, il suo canale YouTube registra oltre 140 mila iscritti. Poteva bastare? No di certo, dato che il grande successo della sua iniziativa ha portato la nostra Lauren a tenere una rubrica di bellezza su The Guardian mentre una grande società di cosmetici a creare una linea interamente a lei dedicata la "By Lauren Luke"... fortunella? La fortuna serve ma da sola non basta, servono talento e dedizione ed un grande pensiero positivo.


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Casa Sweet Years

Un web reality per promuovere il brand. 4 protagonisti, 8 puntate da 10 minuti, 5 mila spettatori selezionati che hanno avviato il "marketing virale" tra gli amici di Facebook. Risultato? In poco più di un mese oltre 400 mila contatti con un costo di 20 centesimi a contatto, il brand è andato ad inserirsi in una fascia di mercato ben preciso, 15-20 enni il cui credo è amicizia, gioia sincera, e soprattutto antiveline. Il sito sta divenendo anche uno shop on line oltre che essersi imposto come meeting point dato che oltre alle puntate del reality ci sono un concorso per la colonna sonora, uno per i ballerini ed altro ancora, il tutto all'insegna della filosofia "the rhythm of the good living".

Se pensiamo che il brand appartiene a Bobo Vieri e Maldini non è male no? 


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Chi investe anche nell'anno della recessione?

Rana, o per meglio dire l'impero creato da Giovanni Rana. La ricerca e lo sviluppo dei nuovi prodotti sono il must per l'azienda veronese. Ogni mese vengono valutati circa 5.000 prodotti nuovi provenienti da ogni parte del globo e questo per scoprire orientamenti, trend, gusti, indicazioni che potrebbero rivelarsi utili allo sviluppo dei nuovi progetti del brand.


Geox nello sport. Mister brevetti Mario Moretti Polegato, sfida il mercato della calzatura sportiva con la nuova scarpa per gli appassionati del golf, puntando, come il solito, sul nuovo brevetto "Netsystem". Il gruppo dedica ogni anno il 2% del fatturato alla ricerca e sviluppo con un team di 15 ingegneri e la collaborazione di università prestigiose.


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