Usare il design per essere vincenti

Una recente survey del Design Council di Londra ha calcolato i vantaggi di creatività e produttività per i lancio di nuovi prodotti. Per ogni 100 sterline investite nel design, il fatturato aumenta di 225 sterline, l'utile netto di 83 e la quota di mercato del 6,3% rispetto a chi non ne fa un uso sistematico.

Parlare di ROI del design è ancora piuttosto difficile, specie per le aziende italiane che, in verità, sono già poco "ferrate" in materia di calcolo del ROI del marketing; ad ogni modo preme sottolineare come le imprese che hanno basato il loro sviluppo di business su creatività e ricerca stanno ottenendo il meritato successo. Dalla ricerca emerge inoltre che il design consente di penetrare mercati di nicchia che, anche se non garantiscono grossi volumi di vendita, in realtà consentono di ottenere una grande visibilità oltre che fidelizzare e creare veri e propri FANS del brand.


Il design di oggi va però considerato nell'attuale contesto e nella sua modernità di concetto, va cioè oltre la semplice dimensione estetica del bell'oggetto, lussuoso o stravagante, particolare o hightech, per inserirsi nel campo della "considerazione dell'altro individuo" cioè occorre che il design sia focalizzato sul contenuto e sulla capacità di questo contenuto di rispondere alle richieste ed alle aspettative del mercato e quando possibile, creare delle vere e proprie "aspettative" di prodotto. Seth Godin ricorda spesso, nei suoi scritti, come il design debba essere considerato uno strumento del marketing e come un design basato sulla conoscenza approfondita del mercato e del cliente conduca alla realizzazione di veri e propri prodotti voluti, ricercati ed amati dal pubblico. Inoltre il design può aiutare le aziende ad ottimizzare l'utilizzo delle proprie risorse tecnologiche, dando valore ad elementi che sovente sono sottovalutati o poco considerati, attraverso la riflessione e la sperimentazione e l'ideazione.


Deborah, gruppo milanese, ha basato il rilancio di marchio e prodotti proprio partendo dalla creazione di nuovi packaging realizzati da uno staff di creativi, molto bello il kit per il trucco ispirato ai sassi di mare esposto alla mostra Anemoni, durante il salone del mobile di Milano. Anche COOP ha affidato al design la realizzazione di nuovi prodotti di uso quotidiano (mollette, stendini, ecc.) che entreranno a far parte dell'offerta base dei prodotti a marchio. In 3M che investe una cifra come 6 miliardi di dollari in ricerca e sviluppo in 5 anni, il design è considerato una leva fondamentale per la crescita e per la competitività.


Design made in Italy? Certamente la nostra terra ha dato i natali ad artisti, creativi e designer di grande fama ed ancora oggi sono molte le teste italiane che guidano il design internazionale da Mendini a Branzi, da Matteo Thun a Giugiaro, senza togliere nulla a quanti non ci è possibile citare in questa news letter. Le contaminazioni sono però l'elemento più significativo per la crescita creativa e l'affermarsi del design come strumento di business. Il centro "estetico" Philips di Eindhoven, che conta più di un centinaio di designer, è sempre stato una fucina di idee divenute poi prodotti, frutto della collaborazione di persone provenienti da ogni parte del mondo e diverse sia per etnia che per cultura, ma unite da un unico spirito.


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Contrappunto!


Il design per tutte le aziende?

Non serve essere una grande azienda e disporre di una sostanziosa quantità di risorse economiche ed umane per usare il design, né far parte della elite della moda, dell'arredo o dell'industria automobilistica. Il design si applica a tutto! Basta la volontà di innovare, del buon senso, una discreta cultura e saper dire, almeno qualche volta, forse ci serve aiuto....i giovani talenti sono ovunque.



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