La Variazione è il segreto del successo

Per crescere e sopravvivere nel lungo periodo, specie in un contesto come quello attuale, le imprese devono continuare ad inventare o perlomeno continuare a scoprire nuovi modi di pensare ed agire. Il fatto è che molti imprenditori, così come molti manager, sono ancora troppo legati ai metodi sicuri per "fare cassa" e non osano affrontare il nuovo o la sperimentazione, così, invece di favorire l'innovazione, si antepone una netta chiusura a nuovi sbocchi e nuove possibilità di business.


James March, docente alla Stanford University, chiarisce come la strategia di business debba seguire due strade parallele ma disarticolate, il nocciolo della questione è "sfruttamento di idee vecchie Vs esplorazione di nuove possibilità". Sfruttare idee vecchie significa affidarsi alla storia, al consolidato, alle procedure ben rodate, a tecnologie ben collaudate e questo porta (o almeno dovrebbe portare) a profitti immediati attraverso una strategia a breve. March aggiunge inoltre che nessuna azienda può sopravvivere a lungo affidandosi esclusivamente al "passato", per fare ricavi nel futuro si devono provare soluzioni nuove ed esplorare nuove possibilità dando quindi vita ad una strategia a lungo termine.


Ora ed ovviamente, nelle imprese non si può prescindere dal far convivere queste due dimensioni ed accettare che tempo e spazio vengano dedicati allo sviluppo di nuove idee e di nuovi pensieri. McDonald's testa continuamente altri prodotti e nuovi modi di cucinare vecchi piatti e lo stesso fa Giovanni Rana in Italia, lo staff di ricercatori dell'azienda veronese è sempre attento e fonte di innovazione ed ispirazione. Certo non tutti i prodotti "pensati ed inventati" troveranno spazio sul mercato, né avranno possibilità di affermarsi ma è solo "sbagliando" che si trova la strada giusta, la creatività necessita di tempo.


Cosa bisogna fare per essere innovativi?

1- Aumentare la varianza delle conoscenze disponibili

2- Vedere le cose da un altro punto di vista

3- Rompere con il passato e le tradizioni


PS: Tornare un po' bambini....

creativity


Quando il nostro obiettivo è l'innovazione c'è bisogno di un elemento di variazione rispetto a ciò che normalmente facciamo, pensiamo e produciamo. Quindi tutto ciò che sarebbe considerato una deviazione od anche un errore, nel portare avanti un lavoro nel modo tradizionale è invece la linfa vitale dell'innovazione. La varianza è l'anima dello sviluppo della creatività collettiva. Quando all'interno di gruppi ed organizzazioni agiscono persone che si muovono e pensano in modo diverso, esprimono opinioni differenti e che sono collegate a reti di conoscenza anche extra aziendali, nascono le nuove idee. Sfruttando competenze e tecniche diverse attraverso il confronto attivo e non con la mera "discussione in materia", si giunge alla generazione di pensiero creativo ed all'enunciazione di nuovi concept.


Indubbiamente l'elemento "variazione" o "straordinario" è il segreto delle aziende creative, quelle che guidano il mercato con idee, prodotti, servizi, quelle che fanno dire alla concorrenza "Perché non ci abbiamo pensato noi?"


Bisogna facilitare il processo di "Ideazione" all'interno delle strutture aziendali e questo anche a discapito della rottura di determinati equilibri prestabiliti. Occorre accettare la differenza e prendere in considerazione ogni suggerimento come "fattibile". Abbandonare il pregiudizio sulle persone e concentrarsi sulle idee. Soprattutto questo, spesso non consideriamo le idee semplicemente per quello che sono ma le rifiutiamo solo perché a pensarle è stato qualcun' altro. Non c'è spazio per rancori, inimicizie e risentimenti vari, siamo tutti sulla stessa barca e se vogliamo che non affondi dobbiamo liberare le menti e concentrarci sulle idee innovative. 


Un suggerimento? Guardare le stesse cose ma decidere di volta in volta quali aspetti prendere in considerazione e quali ignorare.




Pillole


Dare spazio alla creatività

Le aziende che guardano avanti sanno quanto sia importante coltivare le passioni, Google ad esempio, incoraggia i suoi ingegneri a dedicare il 20% dell'orario lavorativo a progetti personali che spesso si concretizzano poi in nuove caratteristiche o nuove linee di prodotto per l'azienda.


Copiare non sempre porta bene.

Il triller di Down Brown "Il codice Da Vinci" ha venduto più di 18 milioni di copie e rappresenta senza alcun dubbio un fenomeno editoriale. I sequel e le imitazioni uscite in seguito hanno però avuto scarso o poco successo, raggiungendo solo il 5% delle vendite dell'originale. Secondo Daniel Golden, esperto di merchandising editoriale, tutti cercano di individuare la formula vincente e di copiarla, mentre ogni fenomeno è tale perché spezza le formule esistenti. Quindi se decidete di seguire l'onda sappiate che spesso non porta a nulla a meno che non siate in grado di superare con qualche cosa di veramente straordinario l'originale...


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Opportunità


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